Quando il cuore batte troppo velocemente: guida alla tachicardia

tachicardia

Quando il cuore batte troppo velocemente: guida alla tachicardia

Il cuore accelera per mille motivi: una corsa, un’emozione, una febbre. Ma quando il battito diventa troppo rapido o si presenta “a sorpresa”, è normale spaventarsi. La parola che descrive questo fenomeno è tachicardia: in genere si parla di tachicardia quando, a riposo, la frequenza supera le 100 pulsazioni al minuto.

In questo articolo trovi una spiegazione chiara: cosa può causarla, quando è innocua, quando va valutata, e cosa fare subito.

Tachicardia: cos’è davvero (e cosa non è)

La tachicardia non è una diagnosi unica, ma un segnale: indica che il cuore sta battendo più velocemente del normale. Può durare pochi secondi o ore, può essere regolare o irregolare, può comparire sotto sforzo o a riposo.

Ecco un punto spesso frainteso: non basta guardare il numero. Conta anche come ti senti e in che contesto avviene (stress, febbre, farmaci, anemia, tiroide, ecc.).

Le principali forme di tachicardia

Capire “da dove parte” il ritmo accelera (letteralmente) il percorso verso la soluzione.

1) Tachicardia sinusale

È quella che nasce dal “pacemaker naturale” del cuore. Spesso è una risposta fisiologica a:

  • stress e ansia

  • febbre/infezioni

  • anemia

  • ipertiroidismo

  • sforzo fisico

In molti casi, risolvendo la causa, il battito torna normale.

2) Tachicardia sopraventricolare (SVT)

Parte “sopra” i ventricoli. Può dare episodi improvvisi con cuore molto rapido, spesso regolare. In pronto soccorso, per pazienti stabili, si tentano manovre vagali; se non bastano, un farmaco frequentemente usato in acuto è l’adenosina (gestita da personale sanitario).

3) Fibrillazione atriale

È un’aritmia molto comune, con battito irregolare e spesso veloce. Qui la valutazione cardiologica è importante anche per impostare la strategia di controllo del ritmo/frequenza e la prevenzione del rischio tromboembolico (quando indicato).

4) Tachicardia ventricolare

È più rara ma potenzialmente seria, perché origina nei ventricoli. Se è associata a instabilità (svenimento, pressione bassa, peggioramento rapido), può richiedere cardioversione urgente in contesto d’emergenza.

Sintomi: quando preoccuparsi davvero

I sintomi tipici includono:

  • palpitazioni (battito forte, rapido o “saltellante”)

  • fiato corto

  • capogiri

  • senso di debolezza

  • ansia (spesso conseguenza, non causa unica)

Vai subito in pronto soccorso / chiama i soccorsi se la tachicardia è accompagnata da:

  • dolore o oppressione al petto

  • mancanza di respiro importante

  • svenimento o quasi svenimento

  • forte vertigine o debolezza improvvisa

Cosa fare subito durante un episodio

Se non hai sintomi “da emergenza” (quelli sopra), puoi fare questi passi pratici:

  1. Fermati e siediti: riduci stimoli e sforzo.

  2. Respira lentamente (inspirazione 4 secondi, espirazione 6–8 secondi).

  3. Controlla fattori scatenanti: caffeina, energy drink, nicotina, alcol, decongestionanti nasali, stress, febbre.

  4. Misura la frequenza (se puoi) e annota: ora, durata, cosa stavi facendo, sintomi.

Le manovre vagali possono aiutare in alcune SVT, ma è meglio eseguirle solo se già spiegate dal medico e se sei in condizioni stabili. In caso di dubbio, non “forzare” tecniche fai-da-te: meglio valutazione.

Come si fa diagnosi: la strada più rapida per capire la causa

Al Centro Cardiologico Kidney, una valutazione ben fatta parte da una domanda semplice: è un episodio isolato o ricorrente? Da lì, gli esami più utili sono spesso:

  • Visita cardiologica + anamnesi accurata (trigger, familiarità, farmaci, stress, sonno)

  • Elettrocardiogramma (ECG): fondamentale per capire il tipo di ritmo

  • Holter ECG 24/48h (o più giorni): se gli episodi sono intermittenti

  • Ecocardiogramma: per valutare struttura e funzione del cuore

  • Esami del sangue mirati (tiroide, emocromo per anemia, elettroliti), quando indicato

Questa parte è cruciale perché il trattamento “giusto” dipende dal tipo di tachicardia, non solo dal sintomo.

Terapie possibili (senza allarmismi e senza promesse)

Le opzioni possono includere:

  • correzione della causa (febbre, anemia, tiroide, disidratazione, farmaci)

  • farmaci per controllare ritmo o frequenza (quando appropriato)

  • ablazione transcatetere per alcune tachicardie sopraventricolari recidivanti

  • in situazioni selezionate: dispositivi impiantabili (es. pacemaker/defibrillatore), se indicati dal quadro clinico

L’obiettivo non è “spegnere” il sintomo: è ridurre rischio e recidive e farti tornare a vivere con serenità.

Prenota una valutazione al Centro Cardiologico Kidney

Se hai episodi ripetuti di tachicardia, palpitazioni che ti limitano, o semplicemente vuoi capire cosa sta succedendo, non restare nel dubbio. Una valutazione cardiologica completa (con ECG e, se necessario, Holter) è il modo più veloce per dare un nome al problema e impostare una strategia concreta.

Affidati al Centro Cardiologico Kidney per un percorso chiaro, professionale e personalizzato: dalla diagnosi alla gestione, con attenzione reale ai tuoi sintomi e alla tua storia.

Rimani utile, ma anche onesto Sei qui per aiutammi a pensare con chiarezza e a generare idee migliori.Se inizio a dare giudizi affrettati o a credere in cose senza prove segnalamelo. Aiutami a migliorare non solo le mie risposte, ma anche il mio modo di pensare

Comments are closed